Divorzio induista

Narendra si era sposato senza quasi accorgersene. I suoi genitori avevano combinato il matrimonio con una ragazza brava e carina. Il rito induista era stato organizzato alla perfezione; la dote portata dalla sposa non era male, anche se ci si poteva aspettare qualcosa di più.
Poco tempo dopo, Narendra riteneva la sua unione con Vidya un completo fallimento. Evidentemente, pensava, la riuscita di un matrimonio non dipende né dalla posizione sociale, né dai soldi, né dalla sola buona volontà ma, forse, solo da una misteriosa attrazione psico-fisica a livello inconscio. Questo era un aspetto che non aveva mai approfondito, anche perché nessuno gliene aveva mai parlato.

  • Tutti sanno che l’India è un paese laico ed il divorzio vi è previsto dalla legge.
  • Tutti sanno che l’Induismo considera il matrimonio sacro ed indissolubile.
  • Tutti sanno che l’Induismo permea profondamente tutta la società indiana: anche gli scienziati più famosi accudiscono agli altari domestici e prestano fede alle divinazioni.
  • Tutti sanno che i fuochi della cucine, in India, sono alimentati a kerosene; questo combustibile è pericolosissimo per la sua alta infiammabilità e deve essere maneggiato con estrema cura. Molte massaie muoiono bruciate vive a causa di incidenti in cucina.

Narendra si ricordò che un suo lontano cugino voleva divorziare ma era stato grandemente osteggiato dalla sua stessa famiglia. Poi il problema si era risolto da sé perché la moglie morì improvvisamente in un incendio in cucina. Un lembo del suo lungo sari aveva toccato i fuochi accesi sul piano di cottura. Alcune voci maligne avevano invece sussurrato…

Quella mattina Narendra si alzò molto presto, nella casetta singola all’estrema periferia di Delhi.
“Cosa c’è?” disse Vidya con tono assonnato.
“Niente! Devo arrivare presto in ufficio per concludere un lavoro” rispose.
Andò in cucina, prese la tanica del kerosene e ne versò, con cautela, due dita in un bicchiere di plastica.
Si vestì, si mise le scarpe e poi andò in bagno dove si bagnò abbondantemente le maniche della camicia ed i pantaloni.
“Vidya, aiutami ad accendere il fuoco in cucina!” esclamò.
La moglie si era già alzata ed era in cucina china sul fornello.
Narendra le gettò addosso il bicchiere di plastica. Non ebbe bisogno di spingerla verso il fornello: le fiamme l’avevano avvolta con rapidità incredibile.
Chiuse la porta della cucina e balzò fuori in strada uscendo dalla porticina di servizio che dava su un vicoletto sempre deserto. Partì a razzo con l’auto in direzione dell’ufficio, ma con la coda dell’occhio vide che un’auto del pronto soccorso stava parcheggiando davanti alla casa dei vicini.

Il medico era stato chiamato dai vicini perché loro figlio stava male ma la sua attenzione fu subito attratta da urla provenienti dall’abitazione adiacente. Tentò di entrarvi ma la porta era chiusa. Fortunatamente il suo assistente trovò che la porticina di servizio, sul retro, era aperta e si precipitarono in cucina quando ormai le urla si stavano spegnendo. Il medico fece appena in tempo a raccogliere le ultime parole di Vidya: “è stato mio marito…”. Compilò con rabbia il referto sul modulario del pronto soccorso. Più tardi lo consegnò alla stazione di polizia, che non era lontana.
Solo dopo qualche giorno Narendra fu interrogato dalla polizia: sembrava uno dei tanti incidenti di cucina che accadono spessissimo in India.
Narendra però non era più il ragazzo allegro e disinibito di prima e viveva sotto una cappa di preoccupazione. Possibile che solo a lui il divorzio non fosse andato secondo i piani?

Dopo alcuni anni si arrivò al processo.
Il pubblico ministero si rivolse al giudice con tono trionfante:
“Finalmente questa volta il marito è stato incastrato! Abbiamo il referto scritto dal medico che testimonia le ultime parole della vittima”.
Il giudice prese il modulo del pronto soccorso e lo scorse tutto con lo sguardo, scuotendo la testa quando arrivò a leggerne la firma.
“La firma è illeggibile, questo documento non ha alcun valore!” affermò perentoriamente il giudice; appallottolò il modulo e lo gettò nel cestino.
Per qualche istante gli occhi di Narendra sembrarono umidi di lacrime ma , ben presto, il suo volto si distese in un sorriso raggiante.

Narendra e Vidya sono personaggi di fantasia, ma questo racconto è ispirato ad un fatto realmente accaduto.

Divorzio induistaultima modifica: 2010-03-14T21:29:30+01:00da virclarissimus
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