La lingua biforcuta di Confindustria

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Oggi tutti mettono Confindustria nella lista dei “Buoni”.
Anch’io sono d’accordo, ma non approvo la sua lotta alle pensioni di anzianità. Queste non sono un regalo ai lavoratori, che versano ben il 33% dello stipendio all’INPS. Forse qualcuno confonde le pensioni previdenziali con quelle assistenziali. Queste ultime sono sì regalate a mo’ di elemosina.
Posso testimoniare che certi lavori sono davvero usuranti e non possono essere svolti da sessantenni. Un mese fa mi hanno sostituito le finestre e gli infissi: io abito al quinto piano e sono saliti a piedi per trasportare il materiale. Forse qualcuno ha come riferimento solo il lavoro impiegatizio.

Lo scopo di questo articolo è però ben altro: mostrare come Confindustria parli con lingua biforcuta.
Molti lavoratori dell’industria privata sanno che, all’avvicinarsi dei 57 o 58 anni di età, verranno contattati dal capo del personale ed invitati a lasciare l’azienda, andando in pensione oppure in mobilità. Certo possono rifiutare di farlo, ma rischiano di essere messi in cassa integrazione oppure di perdere la parte variabile dello stipendio.
Mi direte che è normale che ciò accada nelle aziende in crisi. Il problema è che ciò invece avviene anche in periodi tranquilli, col semplice scopo di risparmiare gli stipendi che sono cresciuti a causa degli scatti di anzianità. Purtroppo spesso i primi ad essere chiamati per l’allontanamento sono i migliori, che hanno ricevuto più aumenti di merito. Lo stesso destino vale per i dirigenti, ma almeno a loro viene offerto un anno di lavoro extra come consulenza.
A questo punto mi domando: possibile che Confindustria parli con lingua biforcuta?

La lingua biforcuta di Confindustriaultima modifica: 2011-10-09T21:29:03+00:00da virclarissimus
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