SN 1987A contro gli scienziati italiani

la supernova SN 1987A

Il 23 Febbraio 1987 la luce di una supernova raggiunse l’emisfero australe della Terra. Essendo stata la prima supernova ad essere scoperta in quell’anno, fu chiamata SN 1987A. Essa venne originata dall’esplosione di una stella supergigante blu nella Nube di Magellano, a 168.000 anni luce dal nostro pianeta. La foto mostra i resti della stella al centro, circondati da ben tre anelli di gas resi brillanti dai raggi X emessi dall’esplosione. Lo scopo di questo articolo non è la descrizione dell’evoluzione temporale di SN 1987A, ma l’osservazione dei neutrini da essa emessi. Così ci colleghiamo ai risultati divulgati dagli sperimentatori del Gran Sasso, a proposito della velocità di queste particelle.

Circa tre ore prima dell’arrivo della luce visibile (fotoni) dalla supernova, 24 neutrini provenienti dall’esplosione furono rilevati da tre osservatori specializzati: in Giappone, Stati Uniti e Russia. Questo numero di particelle può sembrare basso, ma bisogna ricordare che i neutrini interagiscono pochissimo con la materia: quasi tutti quelli che colpiscono la Terra la attraversano da parte a parte senza interagire con essa. Si calcola che i neutrini emessi dall’esplosione furono 1058.
Il ritardo di tre ore dell’arrivo dei fotoni (luce) rispetto ai neutrini è causato dal fatto che questi ultimi fuoriescono subito dal centro della stella (abbiamo appena fatto notare che sono trasparenti alla materia). Invece l’onda d’urto dell’esplosione deve propagarsi fino alla superficie della stella prima di poter emettere i fotoni.
Questa differenza nel tempo di arrivo NON è certamente imputabile ad una ipotetica maggiore velocità dei neutrini, come sostenuto da alcuni scienziati italiani. Secondo loro, mentre la velocità della luce (fotoni) è pari al famoso valore c, i neutrini viaggiano ad una velocità superiore di venti parti su un milione. Se fosse vero, dato che la supernova dista 168.000 anni luce, con un semplice calcolo si ricava che i neutrini originati dall’esplosione sarebbero arrivati con un anticipo di:
168.000 x 20/1.000.000 = 3,36 anni
avete letto bene: un anticipo di almeno 3 anni! che non è stato osservato da nessuno.

Il risultato arrivato dall’Abruzzo può essere dovuto ad un calcolo errato della distanza rispetto a Ginevra. Ho letto che tale distanza è stata misurata col sistema GPS. Dal momento che il laboratorio è situato in una profonda caverna sotto la montagna, come hanno fatto ad accedere al sistema satellitare?

SN 1987A contro gli scienziati italianiultima modifica: 2011-09-25T21:25:00+00:00da virclarissimus
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