Il Paganesimo continua

Il dio Ganesha

Quando ero al liceo, ero fermamente convinto che il Paganesimo fosse definitivamente scomparso col crollo del mondo antico. Invero ciò veniva confermato dai libri di Storia, di Religione, di Filosofia, di Storia della Letteratura e dell’Arte.
Dal medioevo, all’esterno del Cristianesimo ci sono solo religioni che si rifanno pure loro alla Bibbia: Musulmani ed Ebrei, che dunque non sono Pagani. Dall’Illuminismo in poi nascono filosofie atee che combattono tutti i credi religiosi: ma, appunto, esse non hanno nulla a che fare col Paganesimo.
Ogni tanto sentivo nominare il Buddismo da gente che si interessava alle pratiche filosofiche orientali: ma, appunto, il Buddismo è una filosofia che rinuncia agli dei e non è una religione, tanto meno pagana.

Quando andai a Delhi per lavoro, grande fu la mia sorpresa nel vedere una statua gigantesca e moderna di un idolo, posta a metà strada tra l’aeroporto e l’albergo.
L’indomani, entrando negli uffici della multinazionale presso cui ero in trasferta, ancora maggiore fu la mia sorpresa nel vedere un grande bassorilievo del dio Ganesha (vedi la figura), adornato con ghirlande di fiori freschi e lumini accesi.
Per farla breve, in India vive un miliardo di Pagani che credono profondamente nella loro religione. Pure le classi colte e gli uomini di scienza accettano con convinzione le credenze tradizionali. Questa religione, l’Induismo, ha origini nella preistoria ed ha superato vittoriosamente due grandi prove:

  • La nascita del Buddismo.
    Sembrava che esso dovesse prevalere: interi monasteri induisti si erano trasformati in monasteri buddisti. Poi, pian piano, il Buddismo fu espulso verso la Cina. Gli Induisti adottarono il Budda nel loro Panteon ma non cambiarono le loro tradizioni millenarie. Ricordiamoci che Buddismo = Ateismo.
  • L’arrivo dell’Islam.
    L’urto tra una religione rigida e monoteista da una parte, ed una folcloristica e politeista dall’altra deve essere stato tremendo. Ci furono anche epiche battaglie tra i musulmani che avevano occupato il Nord ed i regni induisti del Centro. Alla fine ha vinto l’Induismo, che ha resistito anche alle conversioni forzate.

E’ difficile sintetizzare la dottrina induista: non c’è un dogma e forse proprio questo è la sua forza.
Ogni famiglia segue le proprie tradizioni, onora i propri avi ed ha un proprio altare domestico.
Ora anche l’India ha adottato la settimana biblica, con il sabato e la domenica liberi dal lavoro. Ognuno però celebra in privato le festività dei propri dei.
Tra questi dei c’è poi gran confusione: quelli che sono considerati buoni in una regione, sono considerati cattivi in un’altra, e viceversa. C’è gran tolleranza e queste discrepanze non scandalizzano nessuno.

La mia conclusione: senza entrare nel merito delle varie religioni, è sbagliatissimo dire che il Paganesimo è finito nel V secolo, con la fine del Mondo Antico.

Il Paganesimo continuaultima modifica: 2011-09-05T17:00:00+00:00da virclarissimus
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